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Smart Cities

La città del futuro dovrà avere le giuste infrastrutture per l’energia, gestendo flussi bidirezionali. In Italia, però, attualmente, le competenze in merito vengono poste in secondo piano e mancano le norme che incentivino il passaggio al futuro. Dal seminario organizzato da Niteko in collaborazione con gli ordini degli ingegneri e degli architetti emerge un messaggio interessante: il futuro delle città è alle porte e nei progetti non può non tener conto dei risultati delle ricerche e dei progetti di sperimentazione. A cominciare dai centri storici, dove l’illuminazione Led, intelligente e sostenibile, serve anche a ridisegnare l’utilizzo dei luoghi, migliorandone le bellezze. O le smart grid, che gestiscono i flussi di energia e delle informazioni, magari attraverso l’utilizzo di infrastrutture connesse in rete che trasformano i pali dell’illuminazione stradale in oggetti dalle molteplici funzioni. L’ utilizzo del Led è possibile in qualsiasi contesto. Mirella Guerra, smart city consultant, relatrice dell’evento, commenta: «Smart deve essere utilizzato per indicare l’utilizzo corretto e consapevole delle risorse. Le tecnologie vanno collocate nella realtà con consapevolezza e competenza.

Nonostante in Italia sia indietro, questo ritardo può rappresentare un’ opportunità per scegliere più attentamente, con competenza, le tecnologie. La tecnologia va scelta tenendo conto di tutti i costi. Durante l’evento, a cui ha partecipato un centinaio di professionisti, tra ingegneri e architetti, si sono tracciate le linee guida per la progettazione della città futura, in un contesto suggestivo come il Castello Aragonese. Le relazioni tecniche, hanno sottolineato su alcuni punti strutturali della progettazione delle città del futuro: approvvigionamento energetico, smart grid, telecontrollo e nuovi materiali. Da un lato, come sostiene il professor Massimo La Scala, «è necessario tener conto che una città ha diversi sistemi di approvvigionamento energetico spesso in conflitto tra loro e per questo vanno trattati in maniera complessiva e unitaria», dall’altro l’ingegner Nicola Savino, del Cetma, partner dell’evento, sostiene la necessità che ci siano politiche atte a favorire la transizione: «Smart grid vuol dire unire i flussi di energia con i flussi di informazione, ma al momento mancano le norme e le leggi che favoriscano la transizione». «Le città hanno un problema di approvvigionamento energetico» continua La Scala «e contemporaneamente vanno verso una maggiore necessità di energia. Per declinare al futuro una città serve la giusta progettazione, il riconoscimento delle competenze, la capacità di innovare e soprattutto una serie di politiche incentivino la sostenibilità (anche economica) e rendano più difficoltoso fare come si è sempre fatto, quella zona di comfort dal quale è difficile far uscire amministratori e decisori.

Niteko, infine, con l’intervento di Alessando Deodati, responsabile ricerca e sviluppo dell’azienda jonica, ha presentato in anteprima assoluta il risultato di un progetto di ricerca che potrebbe cambiare il mondo dell’illuminazione: l’utilizzo della fibra di carbonio. Con la fibra di carbonio è possibile invece ridurre di oltre quattro volte il peso di una lampada e spingere il design all’estremo. Ecco quale può essere un contributo fondamentale per l’illuminazione dei centri storici e delle smart city»