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Entrare a Racale significa avere l’impressione di accedere al quartier generale della Torchetti. Negozi, show-room, capannoni, segnaletica, tutto rinvia in una sorta di senso unico generale alle iniziative imprenditoriali avviate nell’ultra decennale attività di questa famiglia. Tiziana Torchetti è una donna solare, solo ora deduciamo quanto obbligato fosse il percorso di individuazione dell’outdoor come settore di intervento e quanto predestinata fosse la progettazione di arredi e illuminazione per il giardino. Prodotti per la vita all’aria aperta, ossigeno di ogni meridionale e degli italiani in genere, con un outlook molto favorevole per le esportazioni nel prossimo triennio. Le luminarie Torchetti sono omaggio alla cultura locale e sfida al tempo stesso, dall’artigianalità alla serialità, dal legno al metallo, dalle lampadine a incandescenza alle sorgenti LED. In ogni componente di questi ricami contemporanei scorre la naturale propensione dell’uomo alla bellezza e l’attesa impaziente della festa.

Chi è Tiziana Torchetti?

Laureata in Architettura a Firenze con una Tesi sperimentale sugli F.R.P. a matrice di resina condotta presso l’Università di Ingegneria di Praga. Attratta dall’architettura perché materia nobile, indaga sulla definizione dello spazio fisico intorno all’uomo, sia esso un utensile o una costruzione.

Di cosa si occupa la Torchetti Arredamenti e quali sono le traiettorie di innovazione ad oggi individuate?

L’impresa ha nel proprio dna la mission di agevolare le persone ad abitare meglio e quindi di far vivere in uno spazio disegnato nei dettagli, in cui ogni prodotto ha come primo quesito da porsi quello di aderire allo scopo.

Progettare trascurando l’approfondimento dei contenuti e delle funzioni è estraneo a quello “stare bene nella propria casa”, a quel “nido su misura” al quale si ambisce in ogni singolo intervento.

La filosofia ereditata dalle generazioni che hanno preceduto l’attuale amministrazione dell’azienda ha fissato nell’impresa lo stimolo alla ricerca dell’affidabilità affinché ogni proposta, sia essa nel contesto di uno spazio living o un outdoor, sia in grado di svolgere la propria funzione nel tempo.

Le traiettorie di innovazione, essendo tali sono variabili, si intersecano, alcune lasciano il passo alle urgenze, altre cambiano velocità, ma i fondamenti, vere costanti, si possono sintetizzare nelle negazione dello spreco e nella negazione del disvalore: è un impegno consapevole che fermamente si comunica nel dialogo continuo con la committenza.

Dalla vendita di arredamenti e soluzioni per l’abitare alla progettazione di dispositivi luminosi per esterni destinati a dimore di pregio. Quali sono le sfide principali nel passaggio dal commercio alla produzione?

L’impresa ha nella sua natura di pari passo al commercio la produzione di arredi, pertanto è già forgiata a convivere e confrontarsi con problematiche che si riscontrano durante la creazione degli oggetti: mancanze, errore umano, difetti nella materia prima, imprecisioni, tutti temi del quotidiano.

La progettazione di dispositivi luminosi si è rivelata invece un caso fortunato, perché la sfida, nel senso tradizionale del termine non c’è stata, quanto si è palesato invece un dialogo proficuo ed una crescita reciproca. L’intesa, il decifrare i disegni, la progressiva realizzazione dei singoli elementi ha amplificato la passione, ogni maestranza ha forgiato l’opera con entusiasmo contagioso, forse per la natura stessa dell’opera da creare che nel suo genius loci ha rivelato la matrice comune ad ogni figura professionale che si è affiancata, pertanto ad oggi, se di sfida si vuole parlare, è stata vinta.

Ci racconti qualcosa del progetto LUMINARIA

L'ampio interesse e la crescente richiesta di arredi e di soluzioni integrate per ambienti outdoor si è ritenuto relegasse le soluzioni offerte nel settore dei sistemi di illuminazione ad un semplice riutilizzo dei prodotti immaginati per gli interni. Lo stato dell’arte della ricerca appare rivolto a risolvere con soluzioni generaliste l’offerta di dispositivi luminosi che, a nostro avviso, risultano privi d’identità. Il percorso progettuale ha pertanto coinvolto più ambiti: ideare un oggetto totemico come una torre costiera, lieve come la luce delle luminarie, autentico come la pietra di un trullo, barocco come la facciata di una chiesa. Da qui il progetto LUMINARIA ha preso forma da sé.

La collaborazione con il CETMA. Benefici e impressioni raccolte durante l’esperienza di collaborazione.

Ci era nota la realtà Cetma, erano stati già analizzati alcuni progetti di altri soggetti concretizzati con il contributo di Cetma, come imprese aderiamo insieme all’Associazione Id&a di Lecce; collaborare con i professionisti del Cetma ci è parsa un’opportunità eccellente che va sostenuta, un patrimonio di conoscenza e tecnologia in cui valore umano e scientifico convivono e fruttuosamente producono.

“Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”. G.B. Shaw.

Cosa si aspetta dal futuro?

All’interno di una impresa vitale le idee sono e ci si augura debbano essere molteplici e multidirezionali: certamente dal futuro ci si attende di rivedere e trasformare il modo di lavorare utilizzando le innovazioni digitali, ottimizzare i processi di business, usare tecnologie innovative, ma obiettivo presente, in fieri e quindi futuro è quello di dare forme agli oggetti non solo per renderne possibile la funzione ma anche di renderli desiderabili.



Luminaria – CETMAdesign



Tiziana Torchetti

R&D manager, TORCHETTI Arredamenti S.r.l.

via Ugento 13 - 73055 Racale (LE)

+39 0833 551875

tiziana@torchetticasa.it

www.torchetticasa.it






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