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DITECO – Difetti, danneggiamenti e tecniche di riparazione nei processi produttivi di grandi strutture in composito

Cetma, nell’ambito del progetto DITECO (Difetti, danneggiamenti e tecniche di riparazione nei processi produttivi di grandi strutture i composito, soggetto attuatore DTA SCARL, altri soggetti Partner coinvolti nel progetto Leonardo SpA, Salver SpA, Enginsoft SpA, Università’del Salento, Politecnico di Bari, etc.), ha sviluppato dei modelli analitico-numerici avanzati per la previsione della formazione di vuoti all’interno di laminati in composito curati in autoclave. Il progetto DITECO è finanziato dal MIUR con dotazioni finanziarie del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) Fondi Strutturali relativi alla programmazione 2007/2013, per le Regioni Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), Asse I, Reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle Regioni della Convergenza.

Nell’ambito delle attività svolte, dopo uno studio preliminare teorico dei fenomeni coinvolti nella formazione dei vuoti all’interno di strutture in composito durante il processo di cura, è stato sviluppato un modello numerico-analitico per la verifica delle condizioni di crescita e/o dissoluzione delle bolle durante il processo di cura. Il modello descritto è stato validato grazie a numerosi test sperimentali sulla resina epossidica costituente il preimpregnato, ne i quali la formazione e crescita dei vuoti è stata correlata a diversi paramet i fisici, tra i quali la pressione esterna (pressione caratteristica del ciclo i cura in autoclave) e la percentuale di umidità presente nella resina stessa.

Inoltre il Consorzio Cetma, grazie anche ai modelli sviluppati, ha messo a punto un processo di realizzazione di pannelli con livelli di porosità controllata, dai quali sono stati ricavati dei provini per valutare l’influenza della porosità sul decadimento delle proprietà meccaniche dei compositi analizzati.

La validità del modello sviluppato e del processo di realizzazione di pannelli con livelli di porosità controllata, è stata valutata mediante test di microtomografia ai raggi-X (micro-CT) svolti in collaborazione con L’ENEA, che hanno sostanzialmente dimostrato la capacità del modello di predire la formazione dei vuoti, sia in termini quantitativi che di distribuzione morfologica.