La tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico stanno attraversando una rivoluzione senza precedenti. Il tradizionale concetto di museo, inteso come un luogo puramente fisico e talvolta statico in cui gli oggetti sono custoditi dietro barriere di vetro, sta lasciando spazio a una visione aperta, inclusiva e dinamica. Oggi, grazie alle tecnologie digitali di ultima generazione, le opere d’arte e le architetture antiche possono viaggiare oltre i confini geografici e fisici, diventando accessibili a chiunque, ovunque nel mondo.
È proprio in questo scenario che si colloca la nuova, importante collaborazione tra CETMA e il Museo del Territorio “Ugo Granafei” di Mesagne. I ricercatori del dipartimento NED (New Technologies and Design) del CETMA hanno infatti completato una complessa campagna di acquisizione digitale tridimensionale ad alta risoluzione, focalizzata sui reperti archeologici del museo e sulla celebre e monumentale Tomba Messapica di Via San Pancrazio. L’obiettivo è chiaro: trasformare il passato in un patrimonio digitale interattivo, capace di proteggere la memoria e, al contempo, aprirla a nuove e spettacolari modalità di fruizione.
Mesagne, situata nel cuore del Salento, custodisce una straordinaria eredità legata alla civiltà dei Messapi, un popolo fiero e tecnologicamente avanzato che abitò la Puglia in epoca preromana. Tra le testimonianze più affascinanti di questo glorioso passato vi è la monumentale Tomba Messapica di Via San Pancrazio, una camera sepolcrale interamente scavata nella roccia che rappresenta un unicum per dimensioni e complessità strutturale.
Rendere giustizia a una simile opera architettonica, preservandone i dettagli e consentendone lo studio anche a distanza, ha richiesto l’impiego delle migliori tecnologie di telerilevamento e ricostruzione 3D. La squadra del CETMA guidata da Giuseppe De Prezzo e composta dai ricercatori Nicoletta Spisso, Federica Bruno Stamerra e Daniele Magrì, ha condotto una campagna intensiva sul campo.
Il lavoro ha seguito un duplice binario:
La creazione di un modello tridimensionale ad altissima precisione (il cosiddetto Digital Twin o gemello digitale) non è un semplice esercizio di grafica al computer ma un rigido processo ingegneristico e scientifico.
La metodologia d’avanguardia applicata dal team di ingegneria visiva di CETMA si basa sulla fotogrammetria digitale terrestre ad alta risoluzione combinata con sistemi di scansione 3D a luce strutturata. Il processo si articola in diverse fasi cruciali:
Il risultato finale è un database di modelli digitali metricamente certificati, che costituiscono un vero e proprio “scudo protettivo” contro il deterioramento fisico causato dal tempo e dagli agenti atmosferici.
La digitalizzazione del patrimonio culturale promossa da CETMA risponde a tre grandi imperativi etici e strategici del nostro tempo:
Un modello 3D ad altissima precisione è uno strumento insostituibile per restauratori e archeologi. Consente di effettuare misurazioni millimetriche senza toccare l’opera originale, monitorare nel tempo lo stato di conservazione delle pareti della tomba e pianificare interventi di restauro preventivo in modo totalmente non invasivo.
La Tomba di Via San Pancrazio, trovandosi in un contesto sotterraneo, presenta inevitabilmente barriere architettoniche e difficoltà di accesso per persone con mobilità ridotta o disabilità motorie. Il Digital Twin permette di superare questo limite: attraverso visori di realtà virtuale o semplici schermi touch, chiunque può “scendere” virtualmente all’interno della tomba, esplorandola a 360 gradi e godendo di un’esperienza conoscitiva identica, se non superiore, a quella fisica.
I modelli digitali diventeranno il cuore pulsante di innovative installazioni multimediali e applicazioni di Realtà Virtuale (VR) e Realtà Aumentata (AR) destinate al Museo Granafei. I visitatori non saranno più spettatori passivi ma potranno interagire con i reperti, ruotarli virtualmente per osservarli da vicino, accedere ad approfondimenti storici dinamici ed esplorare ricostruzioni in 3D che mostrano come apparivano originariamente questi monumenti nell’antichità.
L’attività svolta a Mesagne conferma la consolidata leadership di CETMA e della sua Area VAM (Virtual Reality, Augmented Reality & Multimedia) nel settore del Digital Heritage. Grazie alle competenze multidisciplinari che uniscono ingegneria informatica, modellazione 3D e design della comunicazione, CETMA è in grado di accompagnare le pubbliche amministrazioni e i musei in percorsi completi di transizione digitale, trasformando la ricerca scientifica in valore sociale, turistico e culturale per l’intero territorio.
Il passato prende nuova vita attraverso il digitale, e il viaggio della storia messapica di Mesagne verso il futuro è appena cominciato. A breve, CETMA e il Museo “Ugo Granafei” condivideranno con il pubblico i risultati e le prime spettacolari applicazioni nate da questo straordinario lavoro.