Entro il 2030, infatti, si prevede che in Europa saranno generati oltre 350.000 tonnellate l’anno di rifiuti da pale dismesse, un flusso imponente di materiali compositi difficili da trattare e per i quali non esistono ancora soluzioni standardizzate.
Per affrontare la sfida, CETMA lavora su due fronti.
Il primo è quello dell’end-of-life, ovvero la gestione delle pale già dismesse, preferendo strategie di riciclo e riutilizzo al conferimento in discarica o al recupero energetico.
Sul piano del riciclo, il centro di ricerca sta sviluppando due linee di innovazione legate al riciclo meccanico dei materiali compositi:
un processo in collaborazione con il partner industriale Cormatex, che prevede la frantumazione del materiale e la produzione di semilavorati piani per applicazioni in edilizia e arredo;
una tecnologia sviluppata internamente da CETMA, attualmente in fase di brevetto, che punta a valorizzare i compositi con nuovi leganti e applicazioni diversificate.
Sul fronte del riutilizzo, CETMA lavora a soluzioni che possano rendere più semplice l’impiego delle pale dismesse, ad esempio in arredi urbani o infrastrutture. Oggi esistono solo sperimentazioni isolate in alcuni paesi europei, ma la prospettiva è quella di definire modelli standardizzati che garantiscano qualità, sicurezza e valorizzazione delle proprietà strutturali delle pale.
Il secondo fronte è quello dell’eco-design, ovvero la progettazione delle nuove pale eoliche affinché siano più facilmente smontabili, riciclabili e sostenibili a fine vita.
Nel progetto europeo Marewind, recentemente concluso, CETMA ha contribuito allo sviluppo di una pala con resine termoplastiche di nuova generazione, più facilmente riciclabili rispetto alle tradizionali termoindurenti.
Un’altra linea di ricerca riguarda il design for disassembly, che semplifica lo smontaggio delle pale grazie a adesivi reversibili più facili da rimuovere rispetto ai collanti tradizionali. Questo approccio riduce tempi e costi di gestione a fine vita e apre nuove possibilità per il riuso dei componenti.
Attualmente, CETMA è coinvolto anche nel progetto Refresh, che prosegue questo percorso di ricerca, con l’obiettivo di definire soluzioni industrialmente applicabili e replicabili.
Il tema dello smaltimento e del riuso delle pale eoliche non è quindi solo un problema ambientale, ma anche un’opportunità per il territorio e per le imprese.
Come sottolinea Andrea Tinti di CETMA:
“Lavorare sul fine vita e sull’eco-design delle pale eoliche significa trasformare una sfida in opportunità. Per l’ambiente, perché riduciamo il conferimento in discarica e diamo nuova vita ai materiali. Per le imprese, perché apriamo nuove filiere industriali, dall’edilizia all’arredo, capaci di generare valore e occupazione. È una ricerca che guarda al futuro, ma che produce già oggi risultati concreti.”