Il progetto, avviato con la campagna di scavo del luglio 2025 e finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del bando “SMART-in”, unisce ricerca archeologica, restauro e tecnologie immersive per restituire al pubblico la storia del sito. Il coordinamento delle attività di modellazione 3D e realtà aumentata è affidato all’Area Extended Technologies di CETMA, guidata dall’arch. Giuseppe De Prezzo.
Nella campagna di San Donaci, in provincia di Brindisi, sorge il Tempietto di San Miserino, una delle testimonianze più importanti dell’architettura paleocristiana del Salento. Il complesso si trova in contrada Monticello, non lontano dal celebre “Limitone dei Greci”, l’imponente opera difensiva di età bizantina che, forse tra la fine del VII e l’VIII secolo, segnava il confine (limes) tra i territori bizantini del Salento e quelli longobardi più a nord. Un patrimonio prezioso e in gran parte ancora da scoprire, oggi al centro di un ambizioso progetto di valorizzazione che affianca alla ricerca archeologica sul campo l’innovazione tecnologica.
Le indagini condotte nel tempo restituiscono una storia stratificata su più fasi: l’edificio, a pianta ottagonale, sembra essere sorto in età romana come ambiente termale o ninfeo annesso a una villa rustica, per essere poi riconvertito in luogo di culto cristiano — come suggeriscono i capitelli in stucco a motivi di acanto, databili al VI secolo — e infine trasformato in cappella rurale in epoca medievale, con affreschi ancora oggi visibili sulle pareti interne. Una stratificazione complessa, che rende il sito un caso di studio particolarmente adatto a un percorso di ricostruzione digitale capace di restituire, fase per fase, l’evoluzione dell’edificio nel tempo.
Il progetto: scavo, restauro e fruizione
L’intervento di scavo, avviato nel luglio del 2025, rientra nel progetto “Intervento di valorizzazione del sito archeologico di San Miserino: laboratorio di fruizione e di restauro”, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’avviso pubblico “SMART-in per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla valorizzazione dei Luoghi della cultura: laboratori di fruizione e di restauro del patrimonio archeologico” (POR FESR Puglia 2014-2020, Asse VI, Azione 6.7). Le attività si svolgono in regime di concessione ministeriale, rilasciata dal Ministero della Cultura con concessione triennale (nota prot. n. 1339 del 26 ottobre 2023), di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, e nell’ambito di una convenzione sottoscritta tra il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e il Comune di San Donaci.
Il ruolo di CETMA: dal rilievo alla ricostruzione digitale
All’interno di questo percorso, CETMA è impegnato nelle attività di valorizzazione digitale del sito, attraverso il team dell’Area Extended Technologies del Dipartimento New Technologies & Design, coordinato dall’arch. Giuseppe De Prezzo, responsabile dell’area. Il lavoro integra competenze archeologiche, ricerca scientifica e tecnologie digitali avanzate: a partire dallo studio delle evidenze emerse durante lo scavo, i ricercatori CETMA stanno realizzando un rilievo 3D ad altissima definizione dell’area e sviluppando, attraverso modellazione tridimensionale, realtà aumentata e tecnologie immersive e interattive, la ricostruzione digitale delle diverse fasi storiche del tempietto.
L’obiettivo è mostrare per la prima volta spazi, architetture ed elementi oggi non più conservati o solo parzialmente leggibili, e permettere ai visitatori di esplorare e fruire virtualmente il complesso nelle sue diverse configurazioni storiche: un modo per trasformare i risultati della ricerca scientifica in nuovi strumenti di conoscenza, interpretazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. Le attività sono attualmente in corso: i primi risultati delle ricostruzioni digitali saranno condivisi nelle prossime settimane.
Le persone e le istituzioni coinvolte
Il progetto coinvolge un ampio partenariato istituzionale e scientifico. Per il Comune di San Donaci partecipano il sindaco G. Miccoli, l’assessore al Patrimonio A. Vincenti e il responsabile tecnico A. Arnesano. Per il dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento sono coinvolti i professori G. Tagliamonte, G. Cera, F. Meo e A.M. Grasso, con la collaborazione della dott.ssa S. Marchi.
Le attività di scavo e restauro si svolgono sotto la sorveglianza della SABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, con i funzionari responsabili dott.ssa A. Pansini e arch. M. Angelini, sotto la direzione scientifica della prof.ssa G. Cera (Università del Salento) e la direzione tecnica degli architetti F. Ghio e F. Guerrieri. Il coordinamento delle indagini sul campo è affidato ai dottori F. Fischetti, A. Saponara e F. Solinas.
Un modello di collaborazione tra ricerca, istituzioni e tecnologia
Il progetto di San Miserino rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra enti locali, università, soprintendenza e centri di ricerca tecnologica come CETMA possa restituire nuova vita a un bene archeologico, trasformandolo da testimonianza fragile e in parte illeggibile a esperienza accessibile e condivisibile con il pubblico. Un percorso che, dal rilievo archeologico alla ricostruzione digitale, punta a fare del Tempietto di San Miserino non solo un luogo da conservare, ma un patrimonio da conoscere e vivere.